#twitterdown e il mio mondo si ferma.

 

Oggi twitter è andato in crash e ha lasciato nel silenzio milioni di utenti. Normale, direte voi. Se non trasmettono Raiuno o Radio Deejay non crolla il mondo.

Eppure non è stato esattamente così. La sensazione è stata simile alla interruzione della corrente elettrica o dell’acqua: frustrazione, impotenza e domande sul come e cosa fare in alternativa.

Twitter infatti non è solo un social, ma rappresenta per me la fonte principale di news e relazioni sociali digitali, più di qualunque altro strumento.

L’interruzione di twitter ha poi coinciso con l’incidente ferroviario della Metro di Cagliari di cui avevo appena dato la notizia. Ecco, l’assenza di conversazioni, la possibilità di monitorare con il search, di avere news immediate e di poter interagire con tutti gli organi di stampa in un unico luogo, un unico strumento e in maniera strutturata e immediata è stata una mancanza davvero frustrante.

Ho anche provato ad usare facebook ma l’informazione si macro aggregava intorno ai post dei quotidiani on line dove il racconto era però difficile da cogliere e dove il commento spesso polemico o contrito era prevalente rispetto alla news.

Twitter sulle news realtime ritengo sia strumento difficilmente superabile.

La rete di relazioni, l’autorevolezza dei soggetti, il palinsesto aggregato via hashtag e raccontato da liste non ha concorrenti ancora all’altezza.

Per questo mi sono sentito mancare l’informazione sotto i piedi.

Oggi twitter non va e neanche io mi sento bene.

insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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