La ricordo l’emozione che si provava quando ti arrivava una notifica di commento del blog, un commento o una stellina su twitter (sì, prima del cuore c’era la stellina). Era la prova che un altro essere umano si stava interessando a te per quei messaggi in bottiglia digitale.

E allora aprivi, guardavi chi fosse, magari qualcuno di sconosciuto e lontano, e provavi a intuire dalla bio, dalle foto e dalle sue parole il suo essere digitale, rispondevi o sfacciatamente seguivi, interagivi con l’esaltazione dell’avventura in mondi e persone ignote.

Ricordo l’emozione di poter parlare con quelle persone che ammiravi e che mai pensavi di poterci parlare, di straordinarie scoperte umane, delle prime delusioni, del sentirsi parte di una spedizione di ricerca in mondi ancora ignoti per dinamiche, linguaggi, strumenti.

E poi le prime esperienze collettive, la partecipazione, il supporto, l’aiuto e il tentativo di sentirsi ed essere comunità attiva in questo mondo che sembrava esprimere un futuro di conoscenza e relazioni amplificate dal grande valore umano e sociale.

Poi pian piano abbiamo iniziato a contare quelle reazioni, i commenti, le condivisioni, spinti da sistemi creati per spremerci dati e venderci prodotti ma anche dal quotidiano campionato di ego a squadre. E mentre contavamo le relazioni abbiamo finito per perderne il senso.

Accecati dal miraggio che il valore della vita sia un dato misurabile, annebbiati dalla presenza ossessiva come certificazione dell’esistenza, abbiamo forse perduto il senso dell’attenzione agli altri, del creare valore intorno a degli interessi e valori comuni, insieme.

Per questo provo sempre a trovare del tempo per interagire, scambiare due chiacchiere, un saluto, perdere del tempo insieme. Non siamo piani editoriali, non siamo prodotti in scaffale, non siamo marchi da monetizzare. Siamo relazioni con dei social intorno.

Pochi anni e vivremo immersi in un mondo ibrido con avatar che vivranno esperienze meravigliose di infinita conoscenza e stupefacente interazione simile al reale. Saremo eterni nell’identità digitale e questo ci sembrerà poco più di un telefono fatto con due barattoli e un filo.

Ma anche allora la differenza la faranno le relazioni, l’attenzione che avremo per gli altri, la capacità di creare qualcosa insieme, il valore che sapremo lasciare come eredità. Per questo, ogni volta che vedete un like, un RT, un commento non contatelo: amatelo.

, ,
insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

Similar Posts
Latest Posts from insopportabile

Rispondi