Il Premier incaricato Mario Draghi ha appena comunicato la lista dei ministri con una rilevante novità: il ministero del Turismo viene staccato dalla Cultura e diventa autonomo con dotazione finanziaria.

Al Ministero viene designato il Ministro Massimo Garavaglia che dovrà affrontare la transizione dello scorporo del ministero, la questione del Titolo V della Costituzione e la riorganizzazione di un comparto che ha galleggiato nell’indifferenza e nell’indolenza negli ultimi anni.

Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo del Governo Draghi

Un ministero dal quale ci attendiamo moltissimo dopo la fallimentare, supponente e imbarazzante gestione del Ministro Franceschini, ministero sul quale ci giochiamo parte del futuro di una bella fetta dell’economia italiana e la credibilità come destinazione turistica.

Abbiamo infatti una straordinaria occasione nel momento più complicato e difficile della storia moderna: un comparto fermo che deve progettare un nuovo modello moderno, efficiente e sostenibile per essere competitivo ma anche parte integrante dello sviluppo sociale e collettivo della nostra nazione.

La necessità urgente di una vera trasformazione digitale del turismo che parta dalla conoscenza e approdi in una modalità di gestione e fruizione innovativa, trasformazione digitale nell’ottica del turismo sostenibile con al centro sempre più le nuove e rinnovate esigenze umane e sociali nella creazione di un nuovo modello di cittadino temporaneo di comunità accoglienti, comunità aperte alla contaminazione e allo scambio di valori nell’ottica di una crescita collettiva.

Un ministero che non abbia quindi funzioni da burocrate contabile con estemporanee azioni spot distraenti e inutili ma un ministero creativo, pragmatico e umile che progetti INSIEME agli attori dei comparti , che trovi soluzioni pratiche e immediate per risolvere una situazione disastrosa per il comparto e che lascerà presumibilmente una grossa fetta delle imprese e degli operatori senza lavoro.

Un ministero che inizi a PROGETTARE le azioni per la ripresa modificando modelli fallimentari e/o a residuale redditività, che organizzi le destinazioni pianificando azioni e strategie sotto una visione comune, che svolga il ruolo che dovrebbe avere la politica, di sviluppo e non di limite e ostacolo.

Questo mi aspetto dal nuovo ministro del Turismo Massimo Garavaglia, una vera rivoluzione perché il mondo intero si è fermato e chi prima sarà pronto a ripartire con un modello nuovo e innovativo sarà il primo ad ottenerne i benefici.

Noi siamo sempre disponibili per costruire insieme questa rivoluzione: oggi il turismo ha avuto la dignità dell’autonomia, adesso deve dimostrare di essere adulto e maturo per il salto di qualità.

La prego, Ministro.

Non ci deluda.

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insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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