A Cagliari ci sono nato, vissuto, ci ho lavorato, mi sono impegnato per renderla migliore da cittadino.

Conosco molto bene pregi e difetti della città, dei suoi cittadini e dei suoi politici, cosa è stato fatto per renderla una città moderna e cosa invece sarebbe ancora necessario per esserlo con maggiore convinzione, conosco perfettamente meriti e demeriti dei politici e meriti e demeriti dei cittadini.

Per questo sono affascinato da chi ha dei giudizi netti, categorici e spesso arroganti spiegandone solo pregi e difetti e indicando colpevoli o salvatori in un maniera che giudicare superficiale è anche poco.

L’evoluzione di una città è un processo spesso guidato dalla politica ma anche un processo complicato di consapevolezza degli abitanti (anche temporanei) che se ispirata o anche organizzata diventa sviluppo o comunque almeno qualità della vita migliore.

Si stava meglio, si stava peggio sono concetti sbagliati.

Si stava ieri, oggi si sta oggi ed è oggi che viviamo e ispiriamo il domani immaginato.

Perché una città è certo storia, scorci, cultura, tradizioni, luoghi e monumenti ma è soprattutto persone.

Le persone che sono le uniche che decidono se essere comunità completa o mucchio disordinato di esseri umani e interessi particolari.

Le persone che insieme, nella vita quotidiana, decidono di pensare alla comunità e all’individualità e non solo a se stessi.

Che sono disposti al sacrificio di una parte del loro presente per lasciare un futuro migliore a persone che probabilmente non conosceranno mai.

E solo così facendo si crea identità, si crea appartenenza, si crea futuro.Per questo (e vale per tutte le città sarde) ricordiamocelo: siamo noi gli attori, siamo noi che decidiamo il regista, siamo noi che scriviamo la sceneggiatura e che produciamo il tutto e che lo distribuiamo.Siamo noi a fare la differenza.

insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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