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E’ evidente che questo voto ha determinato un partito conservatore (Berlusconi) e uno di rottura (Grillo). Nel mezzo un partito tiepido, oserei quasi dire democristiano, che di sinistra ha forse qualche parola mummificata ai tempi del socialismo reale ma tristemente poco credibile per il suo avallare sistemi economici insostenibili e a tratti imbarazzanti.

Tutto questo ha portato a un sistema in cui l’elettore, sempre più tifoso che convinto e informato, vota per uno o per l’altro come male minore o per mancanza di alternative.

Dire che chi ha votato Grillo ha votato per protesta è profondamente ingenuo. C’è una grande fetta di nazione che vuole seguire quel sogno di rinnovamento di una classe dirigente spesso impresentabile e lontana da una visione di nazione.

Il Centrodestra ha ricompattato le fila tra i timorosi di finire nelle mani di chi gli preannunciava sacrifici, il Centrosinistra ha invece deciso di ignorare la richiesta di rinnovamento interna preferendo l’alleato SEL che, per quanto onesto e coerente, evidentemente la gran parte dei propri elettori non apprezzano.

Gli elettori di centrosinistra somigliano sempre più a quella DC che non vuole estremi, vuole mediare all’infinito, perpetuando un modo di fare politica sempre uguale.

Dispiace vedere un grande partito come il PD annegare nelle proprie insicurezze ormai endemiche. 

Senza una svolta radicale nel modo di fare politica e nelle persone che la fanno è destinato a essere sempre la scelta meno peggiore.

Nella campagna elettorale più social della storia italiana chi ha vinto è stato chi ha parlato con il linguaggio più adeguato ai tempi, sfruttando le contaminazioni tra i media, accorpando intorno a sé gli elettori con la forza delle idee e della discussione.

Sminuire l’avversario come improvvisato, come non all’altezza, come un buzzurro ciarlatano e populista è sintomo di una convinzione di un metodo di cui gli italiani, “francamente”, ne hanno abbastanza.

Da un centrodestra ci si aspetta la difesa fino alla morte di certe idee per perpetuare quella filosofia di politica fine a un interesse economico e pseudoliberista, da un centrosinistra ci si aspetta una visione che forse ci sarà anche ma spiegata malissimo e forse dalle persone sbagliate.

Detto questo attendo di giudicare questa Legislatura dai fatti. Quelli contano

Il resto è politica. 

insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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0 Comments

  1. bella analisi.
    ogni tanto ci vuole

  2. Ho votato 5 Stelle e non è un voto di protesta, è la cosa più simile alla democrazia diretta.

    Tuttavia.

    Il PD è stato stracciato dalla Grande Piaga Italiana semplicemente perché non puoi fare patti col diavolo e pretendere di uscirne pulito e gli italiani l’hanno capito. Non puoi permettere a B. di trasmettere in Italia “nummo uno” con apposita leggina di D’Alema. Non puoi blaterare per 10 anni di conflitti di interesse e non provare nemmeno a impostare un disegno di legge contro. Non puoi stare in silenzio mentre la piaga devasta il paese mentre tu giochi con banche e affini.

  3. Come darti torto… il tuo discorso non fa una piega! E che da quando esiste in politica B ne sono successe tante che tutte le innumerevoli porcherie sembrano a quasi normalità! Anche io ho votato 5 Stelle con nessun pensiero di protesta ma di miglioramento.

  4. Non sono le parole che fanno la politica ma le parole ai fatti che la completano.

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