Light L16, la fotografia che cambia?

Ho avuto il piacere di provare la nuova Light L16 della Light.co, una “piccola camera con un potenziale infinito”, così come racconta il loro claim. Sgombro subito il campo, non è un post AD per la macchina tantomeno per il fotografo, l’ho provata grazie a  Mario Pietro Luras, amico fotografo appassionato di digitale, che all’Aeroporto di Alghero mi ha illustrato questo progetto completamente nuovo nell’ambito della fotografia.

La mia impressione è di una macchina estremamente portatile con una potenzialità davvero notevole, una qualità di immagine che impressiona, un software con prospettive enormi, impressioni da fotografo dilettante quale io sono. Per questo ho chiesto a Mario di spiegare meglio questo piccola ma grande novità nel panorama della fotografia mondiale.

Mario racconta : “La L16 di Light non ha niente per cui la si possa definire una macchina professionale. Chi per professione, in studio o all’aperto (magari in guerra) fa il fotografo professionista peraltro usa un “corredo fotografico”, e non una macchina fotografica.

Un corredo con una serie di caratteristiche e funzioni che poche case oggi riescono a garantire con le loro serie, appunto, professionali (di fatto solo Nikon e Canon, perché anche fotocamere di marchi più costosi e “cult” come Hasselblad o Leica – un loro corpo macchina può costare 16/20.000€ – sono difficilmente impiegabili nelle routine di lavoro quotidiane da un fotoreporter o da un fotografo di moda). Parliamo in ogni caso di corpi macchina con funzioni che un fotoamatore non userà mai nella vita e che costano da soli da 3.000 a 6.000€ e di un corredo minimo di ottiche che costa almeno un multiplo di cinque di quella cifra. Tutto quello che sta sotto una D5 Nikon o una EOS 5D Canon, invece, è rivolto a quegli “amatori evoluti” che magari non possono togliersi il costoso sfizio di usare (anche se non ne sfrutteranno mai le prerogative) le serie Pro. Un pò come succede per le bici da corsa. Se puoi compri la bici di Nibali, e magari la usi male ma contento, ma in ogni caso ci sono una serie di soluzioni commerciali sottostanti anch’esse parecchio evolute e progressivamente meno costose.

Potremmo invece parlare di una macchina di back-up o di una fotocamera “travel”, disegnata con un intento innovativo ma partendo da un idea molto precisa: costruire un oggetto che può sostituire una di quelle fotocamere “intermedie” di cui parlavamo più quattro ottiche intercambiabili (o due zoom, un 28-70 e un 70-150) con dimensioni e peso che ne consentono una portabilità straordinaria.

Il tutto grazie ad intuizioni come la sostituzione di lenti di un certo diametro (e quindi capaci di “alimentare” meglio la luce proiettata sul piano focale) con 4 obiettivi più piccoli (per focale, quindi 16 in tutto) che, scattando insieme “portano” una quantità di luce analoga alla somma dei quattro. Il che consente di non avere “protuberanze” sul corpo macchina e quindi la portabilità di cui parliamo. Il tutto è gestito da un sistema android aperto che oltre ad aggiornarsi continuamente (si connette da sola di notte e la mattina ti ritrovi con nuove funzioni…) ti consente di usare la suite come browser, di scaricare app di terzi o di fartene tue… Se pero usi quella della casa l’approccio è totalmente “user friendly” come non vedevo dai tempi dei primi iPhone.

Insomma qualcosa che ti consente di andartene in giro con un “robo” che è portabile come quelle macchinine piccolette che fanno “belle foto” (ma che purtroppo ogni volta che le hai dietro e ti si presenta una scena, un soggetto o un panorama interessante bestemmi in aramaico perche “..zzo se avessi dietro la reflex) e ti consente di fare degli scatti con una qualità davvero molto molto vicina (ma non – ancora – paragonabile intendiamoci) alle reflex pro. Però pensando che è la prima release, qualora il tutto avesse un evoluzione anche solo la metà vicina a quella che ho visto succedere agli smartphone… beh ci sarebbe da divertirsi.

P.S. : Google sei mesi fa ha investito svariati milioni di dollari in questo progetto….. non vuol dire granchè, ma mi sono sentito ….meno solo :))”

La considerazione finale credo dia il senso di un progetto che ha davvero potenzialità molto grandi, soprattutto per un uso semi pro legato all’attività social. Un progetto da seguire con attenzione.


Sito di Light.co.

Sito di Mario Pietro Luras > flawedimages.com

insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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