Ogni giorno ci provo, nelle mie banali azioni quotidiane, ad aggiungere valore alle relazioni anche digitali, con il faro del rispetto. Questo è lo spirito con il quale è nato @ParoleOstili e che è strumento con il quale proviamo a cambiare l’inerzia avvilente di questi tempi.

Era il 2017 e ricordo la sufficienza con il quale progetti di questo tipo venivano (e vengono) giudicati con la motivazione che così non si risolve nulla, che esistono problemi più grandi, che si devono prima cercare le colpe.

Perché senza un colpevole non si può vivere.

È il problema più grosso, la ricerca di un colpevole facile, un bersaglio che libera la coscienza di tutti noi dal cercare invece quanto sia quotidiana colpa anche lieve di ognuno di noi, nel non fare nulla perché non si creino le condizioni affinché accadano tragedie.

Io ci parlo con quei ragazzi ogni giorno, discutendo di valori, di rete, di bullismo, di rispetto soprattutto.

Di quanto sia figo essere capace di avere il controllo della propria vita partendo dal linguaggio, dall’ironia, dagli strumenti. E parlo con i genitori, anche.

Porto all’attenzione concetti come la diversità, la violenza sulle donne, il cyberbullismo in concetti che purtroppo ormai diamo per scontati, per socialmente accettabili, per normali.

Ecco, la normalità apparente è la questione agghiacciante.

E questa normalità è avvalorata da comportanti complici di media, politica e di tanti noi che in maniera schizofrenica si affrettano a piangere sui simboli ma nella quotidianità incoerentemente professano altri stili comportamentali. Ed è devastante come esempio.

Perché chi si sta costruendo un coscienza civica non ha riferimenti e rimane spiazzato e confuso, non matura come cittadino autonomo con una coscienza del rispetto verso l’altro come faro per la propria esistenza gratificante e felice.

Felice e gratificato perché un essere umano che rispetta gli altri non è uno sfigato, come spesso la narrazione tossica del successo a tutti i costi, del “se vuoi puoi” e delle urla di prevaricazione che tolgono la voce alle persone educate vogliono imporre.

Ogni giorno è nostro dovere provare a cambiare questo, perché l’umanità non cresce senza il nostro apporto, anche senza like, senza l’intervista, senza la polemica, senza il contrito e inutile pianto ad ogni occasione pubblica.

Esserci per gli altri, esserne ispirazione.

Pensiamo a quanto con il nostro esistere stiamo migliorando o peggiorando il mondo, dal vicino che non salutiamo al ragazzo che non ascoltiamo, al politico al quale diamo carta bianca che insozza con macchie di parole, alle donne che vivono sofferenze indicibili.

Io ci provo, ogni giorno, soprattutto in quello che non si vede.

E se ogni tanto mi permetto di essere pesante a ricordarlo è perché uso questo strumento per provare a cambiare in meglio le persone (che lo strumento tale rimane).

Provateci, siate gentili, siate umani.

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insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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