Facebook recinto felice.

 

I dati che Facebook ha pubblicato relativi al quarto trimestre 2015 ben raccontati da DataMediaHub nell’articolo “Facebook Inarrestabile” spiegano l’ormai impressionante successo della piattaforma social e dei suoi altri social a corollario.

Soprattutto sorprende la raccolta AD che è diventata davvero imponente e sempre più su mobile quando fino a pochi anni fa il sistema adsense — adwords sembrava un mostro imbattibile.

Manca però forse la consapevolezza del fatto che sia un sistema chiuso e con una profilazione sempre più spinta per vendere prodotti. Stiamo diventando polli digitali ingrassati a status, condivisioni e like.

Facebook è una piattaforma all’interno della quale mettiamo tutti i nostri dati, il racconto delle nostre vite, dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni politiche e di pensiero tale da farci profilare quasi perfettamente per venderci prodotti ritagliati su misura.

Sempre più il linguaggio viene modificato e guidato verso una semplificazione per status “emozionali” per poter non solo apprezzare ma dare dei giudizi/sondaggi che diventano dati profilati con maggior precisione.

Anche in Messanger e Whatsapp esiste la possibilità di poter profilare le conversazioni private e fare in modo di venderci prodotti e servizi di cui non discutiamo in pubblico.

Non dimentichiamo poi il fatto che il sistema è completamente autonomo e chiuso, uno stato digitale dove le regole sono rigide (ad esempio la rimozione delle immagini offensive in funzione della valutazione di un qualcuno che lo decide), dove al di fuori non esce nulla. Un mondo che se non ci sei dentro non puoi neanche poter immaginare.

In un contesto dove le grandi piattaforme decidono e muovono il nostro modo di fruire del mondo circostante (sempre più dipendente dagli strumenti di comunicazione digitale) si tratta di capire in quale direzione vogliamo andare. Se chiusi in un recinto apparentemente sicuro e protetto o cercare di creare le condizioni per starne fuori.

Perché per ora stiamo solo passando da un recinto all’altro.

Questa forse non è più libertà digitale ma solo transumanza digitale.

insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

Rispondi