Per un progetto che sto preparando ho avuto bisogno di alcune risorse, ho provato a fare una ricerca con Claude e dopo un po’ mi sono reso conto di aver trovato 500 siti di risorse gratuite che ho categorizzati. Infine gli ho fatto creare una pagina web che ora posso aggiornare da un foglio elettronico.
Ho condiviso il link dando per scontato che fosse una cosa ovvia e neanche tanto utile ma la quantità di interazioni mi ha dato parecchio da pensare.
Partiamo dal fatto che sono abbastanza anziano da ricordare il tempo in cui la rete era più dare che avere.
Era un tempo non troppo lontano in cui trovavi un archivio online e lo segnalavi e basta, senza nessuna newsletter o funnel da costruire intorno, nessun account da aprire prima di poter leggere o autorizzazioni da spuntare manco fosse un mutuo. Un link, due righe di descrizione, magari un “grazie” scritto in un forum che oggi non esiste più ed era la fine della storia.
Soprattutto non c’era niente da monetizzare in quel gesto e forse era proprio per questo funzionava. Si trasmetteva conoscenza, curiosità, esperienze in comunità che crescevano insieme con lo spirito di essere nel giusto e fare in fondo del bene comune.
Per quelli che sono nati dopo quei tempi lo ricordo come un vecchio nonno che racconta ai nipoti “ai miei tempi” ma più per dare la misura di quello che siamo diventati che per nostalgia di un mondo che probabilmente non tornerà mai più. Una pagina che non doveva venderti nulla infatti era infatti scritta in maniera completamente diversa da come è scritta oggi: non ti interrompeva o misurava (direi più scansionava, che manca solo l’ecografia), non calcolava quanti secondi rimanevi prima di decidere se meritavi il contenuto intero o solo l’anteprima, non era infinite scroll e cose così. Era solo per lo scopo per la quale era stata creata, senza la sovrastruttura di monetizzazione che oggi invece infesta qualunque contenuto web e social.
E ve lo dico anche perché il progetto che vedete nella foto nacque con quella filosofia 30 anni fa (aiuto!) per condividere disegni e materiale ingegneristico (si chiamava Cad3000.it, potete trovare qualcosa nella wayback machine). Un sito che negli anni 2000 aveva una comunità di 80.000 iscritti che si scambiava conoscenza senza alcun secondo fine, compresi io e mio fratello che non ci guadagnammo nulla se non la riconoscenza di chi lo trovava utile e contribuiva a farlo crescere senza aspettarsi nulla.
Oggi infatti quasi tutto quello che incontri online porta il segno di dover rendere qualcosa a qualcuno. Un post non solo racconta cose ma è prima di tutto un funnel, una guida gratuita nasconde da qualche parte il piano a pagamento che aspetta il momento buono e persino la condivisione di conoscenza, quella pura e senza cornice commerciale, è diventata talmente rara che quando la incontri sospetti ci sia un errore nel sistema o “qualcosa sotto perché non può essere vero, cosa ci guadagnano?”.
Non so se questo modo di stare in rete tornerà mai a essere la norma. Il modello che paga meglio ha vinto, e probabilmente continuerà a vincere finché qualcuno saprà estrarre valore da ogni clic e finché il capitalismo dei poveri che provano a diventare ricchi giocando alla lotteria dei follower e delle visualizzazioni vivrà. Ma voglio immaginare e sperare che un angolo dove questo non succede si possa ancora costruire.
Oggi con questa banalità del Portolano ho raccolto cinquecento risorse gratuite organizzate in sessantadue categorie, senza pubblicità con il solo scopo di essere utili e come scrivevo stamane “La metto qui che magari può servire a qualcuno.”
Buona navigazione: https://insopportabile.com/portolano/
Per leggere meglio, con i link corretti e una formattazione che non offenda la vista e limiti la comprensione vi invito a farlo sul mio blog https://www.insopportabile.com/ Se poi volete rimanere aggiornati c’è anche la mia Newsletter (gratuita): https://insopportabile.substack.com
