Ho tra le mani un reperto del 1977 che racconta molto più di quanto dica il fronte dell’etichetta.

Una Vernaccia di Oristano DOC “Is Arenas” marchiata Sella & Mosca del 1977.

Per un occhio inesperto (tipo il mio), è solo un vecchio vino sardo, per chi conosce la geografia enologica sarda, è un paradosso affascinante.

Ho approfondito un po’ ed è uscito fuori che nel 1977 la DOC Vernaccia di Oristano era nata da pochi anni (istituita nel 1971), imponendo vincoli territoriali ferrei: quel vino si poteva fare solo lì, nella bassa valle del Tirso.

Sella & Mosca, fondata nel 1899 ad Alghero dai piemontesi Erminio Sella ed Edgardo Mosca, era già una potenza commerciale e distributiva, ma tecnicamente “fuori zona” per produrre in proprio questo gioiello.

La soluzione? Un’alleanza operativa con chi, quel territorio, lo dominava davvero. Leggendo le note in piccolo, emerge la verità:

“Imbottigliato da Az. Vin. Attilio Contini S.p.A. Cabras”.

In quegli anni l’azienda era guidata da Attilio Contini, figlio del fondatore Salvatore (che avviò la cantina nel 1898), un uomo che ha traghettato la Vernaccia dalla dimensione del vino sfuso a quella della bottiglia da invecchiamento.

Sella & Mosca ci metteva la rete commerciale e il marchio “Is Arenas” (un omaggio ai terreni sabbiosi, is arenas, che salvano la vite dalla fillossera); Contini ci metteva il vino e la maestria.

Questa bottiglia è un pezzo di una bellissima e per me sconosciuta storia.

Il Dettaglio sull’Etichetta: un’Analisi del Tempo

Il retro dell’etichetta, benché strappato in più punti, aggiunge dettagli cruciali:

La Vernaccia “Is Arenas” è definita una “finissima riserva che gli esperti pongono a paragone dei migliori Sherry, un posizionamento di marketing degli anni ’70 che usava il riferimento internazionale più noto per vendere un vino ossidativo. Le terre alluvionali del Tirso conferiscono al vitigno “caratteristiche enologiche di grande pregio”.

Curioso è il dettaglio sulla tecnica produttiva: l’etichetta parla di invecchiamento di “5 anni in secolari botti di castagno, confermando che si trattasse di una Riserva. Oggi si usa spesso il rovere, ma la Vernaccia tradizionale (quella di Contini) nasceva nel castagno sardo. Questo legno poroso è parte integrante del profilo gustativo del vino, che viene descritto come “largo, secco e vellutato con [persistente retrogusto] amarognolo, tipico del sentore di mandorlo in fiore.

Un vero e affascinante tuffo nel passato. [e prima o poi la apro, eh.]


Il Vino come Archivio Territoriale

Questa bottiglia mi offre una prospettiva cruciale per il mio lavoro: la storia che trasforma un prodotto in un’eredità può essere costruita ma non può essere inventata a tavolino.

La vera forza di questa operazione, distribuita da Sella & Mosca, non deriva solo dalla potenza del loro brand, ma dall’umiltà di Contini nel ricercare, custodire e innovare un sapere centenario. È un esempio incredibile di come il successo sia nato dal rispetto dei vincoli territoriali, non dal loro superamento.

In un’epoca dove cerchiamo disperatamente l’autenticità, questa bottiglia mi ricorda che l’autenticità è semplicemente la verità del territorio moltiplicata per il tempo.

Il prodotto, quando è così denso di storia, smette di essere solo un bene di consumo e diventa un archivio territoriale.

Quante storie ci sarebbero da raccontare e quanto valore darebbero ai prodotti, alle aziende e ai territori. Quella che si definisce “storia da raccontare” è, in realtà, la densità narrativa che separa un prodotto da una commodity.

Il valore è irriproducibile perché è ancorato a un tempo e a una geografia specifica. Qua si legge chiaramente: le aziende che riescono a istituzionalizzare queste storie costruiscono non solo la fiducia, ma l’eredità.

Questo è il carburante per il turismo del senso che oggi è il bene più ricercato.

Il valore non è quello che si riesce a estrarre dal territorio in termini economici immediati, ma quello che si riesce a lasciare come narrazione inestinguibile.

E le bottiglie come questa sono i testimoni silenziosi di questo immenso patrimonio.

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Per chi vuole capire cosa sia la Vernaccia di Oristano Contini

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insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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2 Comments

  1. Ti auguro una piacevole esperienza gustativa e aspetto notizie
    Alla salute Marco Cadoni

    1. Grazie, speriamo non sia rovinato, sarebbe un gran peccato. 🙂

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