Riemergo da due giorni di incontri, relazioni e idee a Bitas, Borsa Internazionale del Turismo Attivo della Sardegna che si è svolta ad Alghero il 23-24 marzo, giornate che mi hanno visto attento osservatore diretto ma anche per le sollecitazioni e reazioni delle tantissime persone incontrate.

Bitas è stata preceduta dagli Stati Generali del Turismo Attivo, fortemente voluti dall’Assessore al Turismo della Regione Sardegna (Gianni Chessa) che hanno semanticamente indotto in confusione chi credeva fosse un incontro di discussione partecipato come solitamente gli stati generali sono.

È stata invece una giornata di seminari che hanno fatto il punto della situazione sullo stato del segmento turismo attivo in Sardegna e tracciato idee di mercato (più che di visione) e indicato strumenti e azioni per rendere rilevante un mercato dalle enormi potenzialità.

Apro giusto una parentesi politica: l’Assessore Chessa ha rivendicato la sua linea strategica fondata su attrattori di interesse legati soprattutto agli eventi e ad altri segmenti generalisti nell’ottica della destagionalizzazione, citando anche la sostanziale inutilità dei piani strategici utili solo “a stare sugli scaffali”.

A giudicare dalla risposta degli operatori e degli stakeholder pubblici e privati appare come una idea condivisa, anche se chiaramente condizionata dai tanti finanziamenti che l’assessore ha oggettivamente attivato e distribuito sui territori.

Un uovo oggi è sicuramente meglio di una gallina domani, insomma.

Lo stesso ragionamento sicuramente adottato dal sorprendente intervento del Rettore dell’Università di Sassari che non solo ha lodato l’azione del’Assessorato ma anche di fatto bollato come inutili le azioni fino a oggi intraprese dai predecessori, forse anche per quel piano strategico che l’università insegna nei suoi percorsi di studi, per il quale ha collaborato e probabilmente collabora anche oggi (per come ha fatto intendere il rettore), sperando non finisca anch’esso sugli scaffali.

Al netto della politica che giustamente fa il suo mestiere rimane il valore di una manifestazione organizzata bene e nella quale la regia dell’Assessorato al Turismo si è vista con grande competenza e attenzione.

E qui apro una necessaria parentesi amministrativa: gli enti pubblici hanno il ruolo di rendere in atti ciò che la politica indica sul solco delle norme e in coerenza con le procedure. Quando un politico ritiene che sia giusto comprare una penna la struttura amministrativa tra quella idea e la effettiva consegna della penna deve solitamente attendere parecchi mesi e con una quantità di atti amministrativi letteralmente imbarazzante.

Questo per dire che un evento come BITAS produce un imponente impatto su centinaia di questioni che diamo per scontate e che solitamente liquidiamo con un disprezzo generalizzato sulle PA.

Ci sono sicuramente sacche di inefficienza ma spesso non risiedono nelle strutture e nelle persone ma nel sistema che fa abbastanza schifo e la parte che anche recentemente emerge fuori (su appalti facili, incarichi sotto soglia e “è tutto un magna magna”) è una semplificazione imbarazzante che dimostra quanto non si conosca come funzioni lo stato e gli enti locali le quali colpe non possono ricadere su chi quelle norme le deve subire come un qualunque cittadino. Ma su questo ci ritorneremo presto.

Bitas, dicevamo.

Potente scorre la volontà di tutti di provare a rendere sistema il concetto di turismo attivo per creare flussi stabili e diventare attrattori di un turismo sostenibile (la parola più utilizzata negli interventi dei relatori).

Le strategie regionali che a parole dell’Assessore non sono seguite riemergono dagli argomenti trattati e dalle linee di azione (il PST 2017-2021 si legge comunque, in sottofondo, soprattutto nella parte della progettazione della destinazione Sardegna) e soprattutto nelle analisi dei dati riguardo i contesti di mercato e le tendenze raccontati dagli esperti intervenuti.

Interessante la generale e condivisa necessità della misurazione delle azioni che permettono scelte consapevoli, presenza dinamica sul mercato e misura dell’efficacia delle azioni e degli investimenti.

Necessità che l’Osservatorio del Turismo di Regione Sardegna sta progettando e revisionando per essere strumento operativo al servizio del mercato e non solo servizio statistico consuntivo senza grande utilità se non giornalistica.

Altra necessità è quella di rendere davvero sostenibile un prodotto che spesso è solo coperto da una spessa glassa di marketing.

Temi come l’accessibilità soprattutto ma anche l’impatto che il turismo ha sulla vita delle persone e sul contesto in cui vivono è emerso anche se andrà affrontato con grande attenzione.

Temi come la sostenibilità sociale dell’impatto del turismo sulle comunità accoglienti che cambiano e spesso ne vengono sconvolte e trasformate, la sostenibilità ambientale e anche quella digitale, sottovalutata o ignorata perché non direttamente visibile come una bottiglia di plastica in mare ma molto più pericolosa per il condizionamento dei flussi e della vita, oltre all’impatto energetico che comporta.

L’elemento più prezioso di questi eventi è comunque l’incontro tra persone che innesca relazioni, idee, connessioni, ispirazione e conoscenza. Un B2B che ha riavviato un mercato che cerca altre identità o conferma di quelle che funzionano e che fanno parte ormai della nostra realtà.

Sono stato letteralmente travolto dalle persone cibandomi della loro umanità, respirando i loro progetti, ascoltando le visioni, gustando i loro sogni.

Passare del tempo a parlarsi guardandosi negli occhi, quanto mi è mancato tutto questo, maledetto periodo pandemico disgraziato.

Osservare poi gli studenti guardare il turismo dal lato degli operatori, capirne le dinamiche, capirne la complessità, constatarne l’importanza delle relazioni e del “biglietto da visita” è stato un regalo prezioso.

Ritornerò su alcuni aspetti che meritano altre parole, soprattutto sulla costruzione del prodotto e sul cosa vogliamo diventare da grandi come regione più che come destinazione turistica ma con il tempo giusto.

Essere Sardegna prima che essere Destinazione Sardegna, insomma.

Però io oggi dico grazie a BITAS e a chi ha permesso a me e ai tanti presenti di poter provare a immaginare una Sardegna migliore, insieme.

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insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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