Ho seguito la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e con enorme sorpresa ammetto che a me è piaciuta, forse perché temevo una cosa tremenda, forse perché sto invecchiando, forse perché ho visto il Presidente Mattarella osannato come una star, forse perché sono in fondo un italiano medio che si emoziona per Nessun Dorma nonostante Bocelli e per l’Inno di Mameli magistralmente strillato dalla Pausini, forse perché Pierfrancesco Favino m’è dolce in questo inaugurare, forse perché Mariah Carey senza canzone di Natale potevamo farne a meno, forse perché Matilda De Angelis a dirigere tre testoni è stato surreale, divertente e colorato come per l’autoironia italiana di Brenda Lodigiani, forse anche perché mi sono immedesimato negli occhi di quelle migliaia di ragazzi che vivono un sogno che ho sognato di vivere io e che vivrò grazie e con loro, forse perché riesco a superare pure una cronaca che definire imbarazzante sarebbe davvero troppo generoso, forse perché vedere accesa la fiamma da Tomba e Compagnoni ha aperto un varco spazio temporale che mi ha devastato l’anima di ricordi magnifici, forse perché al netto della retorica, del discorso di Malagò al quale mancava solo “vincere e vinceremo” e di una politica con scarsa misura è stata una serata elegante, divertente, piacevole, adeguata all’evento.

E di questi tempi vivere emozioni così è raro e prezioso, perché forse abbiamo bisogno di sperare che un mondo dove si compete con spirito sportivo non è solo per gioco ma per rispetto e voglia di stare insieme, anche con leggerezza, senza per forza doverci trovare un senso assoluto, uno scopo, una monetizzazione.

Abbiamo bisogno di vivere leggeri, di vivere olimpici.

Buone Olimpiadi (e forza Italia, fateci sognare.)

(Forse, perché senza la bandiera dei 4 mori non so se le Olimpiadi siano omologabili.)

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insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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