Sono figlio di un grande trauma, quello della scomparsa di Friendfeed che all’epoca sembrava un evento impossibile (ancora oggi non me ne capacito) e oggi che vedo sempre più avvicinarsi rapida e ineluttabile la morte di twitter (o la morte di quel twitter che amavo) penso che forse sia giunto il momento di provare a guardare altro.

Ho ripreso quindi a smanettare un po’ su Mastodon dopo essermi iscritto ad Aprile e averlo lasciato a decantare, forse aspettando il momento giusto o forse perché stavo comodo nella mia comfort zone consolidata del mio account twitter.

Ecco, Mastodon è un concetto completamente nuovo, con Fediverso e istanze che all’inizio respingono ma alla fine, se avrete pazienza, quello che vi serve lo troverete facilmente.

So che siete abituati ad avere tutto pronto dalla piattaforme ma vi consiglio di avere la pazienza di partire bene e io vi consiglio di partire da qui, la community italiana di https://mastodon.it dove troverete una panoramica di questo social, della sua filosofia e le istruzioni per poter partire.

Banalizzando un po’ (siate magnanimi) in sintesi Mastodon rappresenta una rete decentralizzata di microblogging open-source mondiale, una specie di Twitter (al quale si ispira moltissimo) autogestito dagli stessi utenti.

La cosa importante è che non esiste pubblicità e tantomeno algoritmi che condizionano la vostra presenza o visualizzazione dei contenuti.

Funziona che ci si iscrive a un server (ad esempio mastodon.uno scegliendo un nick che avrà questa forma @insopportabile@mastodon.uno).

Una volta loggati avrete tre livelli di visualizzazione della timeline:

  • la locale (quella del server dove state operando)
  • quella della federazione (cioè dei server collegati al vostro server, appunto federati)
  • la home con quelli che seguite.

Chi potete seguire? Tutti quelli che esistono su mastodon anche se non stanno sul vostro server.

Tutto qui.

Quindi io che sono @insopportabile@mastodon.uno (non chiedetemi perché, non ricordo perché mi sono iscritto lì) posso seguire chi è su mastodon.online, mastodon.social o qualunque altro.

Non sono social diversi, sono server che parlano lo stesso linguaggio interoperabile.

Oltre a questo c’è la possibilità di sincronizzare gli account di twitter per poter fare crossposting (fino a quando lo permetteranno gratis…), o di verificare quali dei vostri contatti twitter sono presenti su mastodon per poterli caricare sul vostro profilo.

Il vostro profilo, poi, potete spostarlo abbastanza facilmente su altro server portandovi dietro i contatti (follower e following) ma non i contenuti (così mi sembra, però magari mi sto sbagliando.

Ecco, giusto due parole veloci per dirvi che forse iscrivervi ve lo consiglio non tanto per avere un piano B ma per provare quelle sensazioni dei social nati da poco, come quando le relazioni erano il fulcro e non eravamo prodotti su uno scaffale in un campionato di ego a squadre.

Non perdetevi la possibilità di vivere una delle poche cose che potrebbe davvero cambiare l’inerzia presa dalle piattaforme mainstream solo per la paura o la difficoltà della piattaforma. Come dice il giornalista Patrick La Forge del NewYorkTimes:

“Quando ho iniziato a twittare nel 2007, altri giornalisti pensavano che Twitter fosse strano, inutile, confuso e troppo complicato. Vedo reazioni simili a Mastodon/Fediverse. Non è così difficile. (Io non ho intenzione di abbandonare Twitter ma un piano di riserva va bene.)”

Immaginatevi tante micro community con il loro server che insieme diventano una piattaforma decentralizzata senza ADV e senza dati venduti.

Un sogno che forse vale la pena di vivere.

Vi aspetto su https://mastodon.uno/web/@insopportabile 🙂

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insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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