Per la #museumweek, evento digitale organizzato da twitter per il racconto collettivo dei musei europei, l’attore e regista italiano Giulio Base ha raccontato la Galleria degli Uffizi di Firenze in diretta via Periscope.

4.663 utenti collegati che hanno gustato una visita virtuale raccontata in inglese, magistralmente inquadrata e con un livello di interazione notevole con gli utenti in diretta.

L’occasione della #museumweek porta a delle riflessioni.

Uno strumento facile e alla portata di tutti come Periscope permette di raccontare un museo in una forma partecipata, diretta e innovativa.

Permette di poter arrivare a una platea davvero importante e crearsi una comunità in maniera semplice.

Però.

Giulio Base è un regista e un attore. I suoi Periscope sono fatti con naturalezza ma non è improvvisazione.

C’è l’occhio del regista per le inquadrature, c’è la scelta dell’inglese per una platea internazionale, c’è il suo essere attore nel gigioneggiare e interpretare il luogo tramite il suo racconto, c’è la sua spiccata predisposizione alla interazione in diretta per nulla facile. Insomma, siamo di fronte a un prodotto confezionato con professionalità anche se in diretta.

Sarebbe bello che i musei ma anche e soprattutto chi fa promozione turistica utilizzassero questi strumenti ma solo se realizzati con un livello di produzione di contenuti adeguati. Imbarazza infatti vedere esempi di dirette periscope accattivanti come un documentario polacco sulla storia dei timbri postali. Ogni strumento necessita di conoscenza dello stesso, di un’idea di piano editoriale, di prove, di contenuti, di conoscenza del tipo di target che si vuole intercettare, di capacità di interagire con gli utenti per creare community affezionata e affascinata. Fare bene non è impossibile ma non è per nulla facile.

I social stanno tendendo sempre più ad incentivare la creazione di contenuti da consumare senza che ne rimanga nulla se non la suggestione nel ricordo. Contenuti usa e getta che lasciano un segno solo se creati in maniera intelligente.

La potenza degli strumenti live quindi diventa sempre più rilevante ma lo diventa anche la necessità di efficacia raggiungibile solo con lavoro serio e con competenze adeguate.

Con i social abbiamo avuto la possibilità di essere tutti scrittori, fotografi, registi ma solo chi crea buoni contenuti con il proprio stile emerge.

Avere la possibilità di usare uno strumento non significa essere in grado di saperlo usare per davvero.

Giulio Base racconta Roma e Firenze su Periscope con il suo stile e la sua capacità promuovendo le destinazioni forse più efficacemente di tante campagne marketing.

Abbiamo gli strumenti, scateniamo dunque la creatività mantenendo un livello di qualità più che decente.

Perché raccontare il bello dell’Italia con il brutto della diretta sarebbe tragicamente imbarazzante.

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insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

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